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16 Novembre 2019

Ti porto a cena con Freud

Alberto Cotti

Compagnia Brocchi da Carretta

Anna Freud, tornata da pochi giorni da un lungo periodo di degenza in clinica, organizza in occasione del compleanno del marito Sigmund una festa a sorpresa con la complicità del cameriere Filippo. A causa degli anni trascorsi fuori casa la donna spedisce gli inviti, anziché agli amici di famiglia, ai pazienti del professore. Un’incontenibile carovana di curiosi personaggi invade così il salotto di casa Freud, aprendo una finestra su mille sfumature della mente, dall’ipocondria alle tendenze suicide. In casa si presenta anche Anita, l’amante di Freud, il cui nome e indirizzo sono presenti nell’agenda contenente le generalità dei pazienti e a cui l’uomo non ha detto di essere sposato; a complicare ancora di più lo svolgimento della serata sarà l’uccisione di uno dei pazienti.

In una miscela di divertenti gag tutti gli invitati s’improvvisano detective per scoprire chi ha commesso l’omicidio, mentre Freud cerca di tenere lontane Anna e Anita con scarsissimi risultati. Sarà proprio lo psicanalista a scoprire il colpevole, ma avrà ragione? In un finale ricco di colpi di scena il pubblico scoprirà che la psiche ha davvero migliaia di colori e che, a volte, una mente all’apparenza sana presenta cicatrici indelebili.

Sabato 14 dicembre 2019 ore 21

Carvé

di Oscar Barile

Compagnia Nostro teatro di Sinio

Come dicevano i nostri vecchi quando le cose si ingarbugliavano, quando non c’era freno all’ipocrisia e alla spudoratezza, quando non c’era più posto per la vergogna, ma ogni azione veniva sdoganata nel nome di un progresso a volte fittizio, quando certe persone dicevano e facevano cose che non ti saresti mai aspettato: “Sossì o r’è pròpi ën carvé!”, un carnevale fuori tempo dove ogni “maschera rispettabile”, anziché nascondere, rivela piuttosto qualunque genere di bassezza

Un testo divertente e divertito che ci fa riflettere sul mondo di oggi da punti di vista piuttosto originali e addirittura paradossali, senza tralasciare il ruolo incalzante della “cattiva coscienza”. Un inno alla tradizione piemontese, alla naturale condizione umana, come custodia attiva di un fuoco anziché mera adorazione della cenere.

Sabato 11 Gennaio 2020 ore 21

Umanità

M. Giacometti e C. Vittone

Compagnia teatrovillaggioindipendente

Lo spettacolo muove i primi passi in seguito a una bellissima e toccante esperienza vissuta dalla nostra Compagnia, per diverse settimane, con un gruppo di venti giovani migranti arrivati nella primavera del 2011 al “Centro della Croce Rossa Italiana Teobaldo Fenoglio” di Settimo Torinese. Una sera ci vollero raccontare con un vero e proprio psicodramma la loro storia, il loro viaggio, la loro odissea per arrivare in Italia. Il linguaggio, le azioni, il ritmo usato furono molto forti. Raccontare aiuta, anche solo per liberarsi di ciò che ci si porta dentro.

Così è nata in noi un’urgenza: esprimere quale sia la nostra visione sull’argomento migrazione e riflettere sul concetto di umanità.

Oggi c’è bisogno di ascoltare la storia narrata da chi questo esodo lo sta vivendo sulla propria pelle. Saranno loro stessi a raccontarla, coloro che sono partiti e, pagando un prezzo inimmaginabile, sono approdati in questi lidi. Ci vorranno anni. E’ solo una questione di tempo. Saranno loro a spiegarci cosa è diventata l’Europa e a mostrarci, come uno specchio, chi siamo

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SPETTACOLO QUALIFICATOSI

ALLA GIORNATA MONDIALE

DEL TEATRO 2015